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Giornate di Zambia ordinario

2 giugno 2011

Le mie giornate zambiane si sono ormai stabilizzate, mai monotone, su di uno standard che prevede come prima cosa il suono della sveglia intorno alle 7, quando il sole è già alto nel cielo ma ancora gradevole, come se anche il suo calore si fosse appena risvegliato dal sonno della notte. Colazione con ottimo cappuccino fai-da-te, biscotti, pane e marmellata; meeting giornaliero a cui partecipo insieme a Davide, Silvia, Federica, John, Peggy, Zyambo e Cristopher (i responsabili zambiani delle varie parti educativa, contabile, agricola ed amministrativa del Progetto) per poi raggiungere i campi di mais in sella ad una Vespa ET3 125 a marce, appena riparata dopo qualche mese di inattività.
E’ una bomba! Davvero un piacere salirci in sella.
A mezzogiorno in punto la sirena annuncia l’inizio dell’ora di pausa pranzo, rientro in casa per rifocillarsi, un buon caffè per rimettersi in sesto e poi di nuovo tra i campi oppure in ufficio impegnati nelle traduzioni dei report dei ragazzi.

Un paio di novità sono però accadute nel corso degli ultimi giorni.
Innanzitutto l’arrivo del prefabbricato per il nostro laboratorio: appena sono venuti ad avvisarci io e Davide ci siamo fiondati a vederlo, felici come bambini, lasciando dietro di noi sacchi e pannocchie di mais senza nemmeno pensarci. Nel giro di due giorni i pilastri laterali, due porte a serranda, una a scorrimento ed il tetto sono stati ultimati dai ragazzi sudafricani venuti per l’occasione; ovviamente non poteva esser tutto rose e fiori ed infatti le due porte a serranda sono difettose. Insieme ai nostri lavoratori e a chi ha incominciato a costruire i muri laterali però cercheremo di sistemarle. Piano piano il nostro progetto prende davvero forma!
In secondo luogo abbiamo provato, invano, ad ottenere la patente di guida zambiana.
Accompagnati da Cristopher ci siamo recati nel luogo predisposto ed abbiamo subito intuito che non sarebbe stato così semplice: veniamo sballottati da un ufficio all’altro, ci viene comunicato che mancano alcuni documenti, prima sembra che sia sufficiente un test pratico di guida, poi nemmeno quello ed infine addirittura quello teorico (del quale chiedono a me e Davide di pagare e andare a fare le fotocopie delle domande..), fino alla richiesta di una gran somma di denaro in contanti sottobanco per avere un timbro obbligatorio. A queste condizioni non ci sta bene e ce ne andiamo con un nulla di fatto. Vedremo.

Alle 17 termina la giornata lavorativa e ormai ho ripreso la sana abitudine di andare a farmi una bella corsetta rilassante praticamente ogni sera. Ho trovato in Steven, uno dei ragazzi del Progetto, un ottimo compagno anche se, ragazzi, quanto corre! Dopo aver chiesto il permesso all’educatore di turno imbocchiamo l’adorata Minsundu Road scendendo verso la città tra pareti di fiori gialli che ormai incominciano a scomparire a causa dell’arrivo della stagione secca, fiumi di gente di ritorno verso casa, pochissime automobili, aria fresca e pulita, tramonti da favola, oppure salendo fino al termine della strada asfaltata, in direzione del Congo, attraversando il posto di blocco della polizia (camminando..) e passando di fronte alla fattoria Ukubalula nella quale lavoravo due anni fa.
Se invece mi ritrovo a correre da solo percorro una parte del perimetro del Progetto in cui vivo, nei campi, avendo intorno a me solamente distese verdi a perdita d’occhio.
Che meraviglia…ogni sera mi sembra di rinascere!

Cena e un poco di relax in “casa grande” per poi avviarmi verso la stanza, accompagnato lungo il sentiero da decine di ranocchie e grilli divertiti e spaventati al mio passaggio e protetto da un cielo stellato che da solo vale le fatiche di una splendida giornata di lavoro africano.

2 commenti:

Tommy ha detto...

Ehi zz!!noooo vogliamo la foto col vespino!!fantastico!!sono contento che il progetto cominci davvero a prendere forma!!continua a scriverci mi raccomando!!:)

Davide Donnola ha detto...

ciao marco...oggi invece di studiare mi son messo a leggere il tuo blog...e mai scelta poteva essere più azzeccata!!che emozione leggere di te, delle giornate di Zambia ordinario, di quelle semplici a prima vista, ma cariche di emozione quando alla sera ti ritiri in camera e le rileggi con l'occhio innamorato d'Africa! e misundu road, ogni passaggio come un film che si rinnova...la gente, le persone, il caldo!davvero un privilegio leggerti e pensare che anhc'io ho avuto la fortuna di essere li...e con il desiderio di tornarci magari, dopo la laurea...if maradini wants!!
un abbraccio grande e saluta tutti