21 maggio 2011
Questa sera, uscendo in cortile, mi sono messo la giacca a vento.
No, non sono impazzito tutto d’un tratto e di sicuro sarei stato coperto più che a sufficienza anche solo con una felpa, ma gli strani temporali di questi ultimi tre giorni hanno abbassato non di poco le temperature durante le ore serali; temporali fuori stagione, inusuali ed inaspettati quanto violenti.
Io e Davide abbiamo ormai preso il ritmo insieme ai lavoratori della parte agricola del progetto, otto ore giornaliere di fatiche sotto un sole che durate il giorno non da tregua. La nostra prima missione: caricare all’interno del silos l’intero ultimo raccolto di mais che si trova al centro del campo, qualche decina di tonnellate direi così a occhio.
Una mezza dozzina di secchi, un paio di badili ed un trattore sono tutto il materiale a nostra disposizione per il primo giorno durante il quale decidiamo di muoverci con due tonnellate alla volta fino a stoccarne 12 prima di cena. Mano a mano che ci immergiamo nel lavoro utilizziamo strumenti utili ad ottimizzare il tempo (come pompe meccaniche per raccogliere il mais sul trattore) e ci inventiamo qualche utile trucchetto per velocizzare il tutto.
I problemi però non mancano di certo: le cinghie della pompa del silos si spezzano, il trattore serve d’urgenza x altri lavori e dobbiamo sostituirlo, la prima pompa per caricare più velocemente il mais, dopo ore passate a sistemarla, alla fine è più lenta di noi, la seconda più potente manca di qualche pezzo inoltre l’elettricista ci impiega più di mezza giornata per collegarla e bisogna continuamente ripulirla manualmente..diciamo che non ne va mai bene una! Il tutto senza dimenticare che, prima di staccare, passiamo un tempo interminabile per riuscire a coprire tutto il rimanente mais con dei teloni di plastica per fare in modo che non si inumidisca durante la notte visti i nuvoloni neri che ricoprono il cielo.
In due giorni e mezzo di lavoro abbiamo caricato 18 tonnellate e ne rimangono ancora almeno il doppio da sistemare.
La vita di casa procede senza intoppi: domani i responsabili partiranno per l’Italia dove rimarranno per tre settimane lasciando a me, Davide, Silvia, Stefania e Federica la gestione delle faccende domestiche.
La struttura del laboratorio per la nostra gelateria dovrebbe arrivare a momenti, con un ritardo di qualche settimana; speriamo davvero sia la volta buona. I container invece sono ancora in alto mare (letteralmente..) e li attendiamo con impazienza. Molta impazienza..
1 commenti:
Ehi zz!!è un piacere leggere i tuoi post...non smettere mi raccomando!è bello sapere che dai sempre il massimo in quello che fai lì...qui comunque manchiiii!!:) un abbraccio!!
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