25 maggio 2011
Oggi è una giornata di grande festa per tutto il continente: è l’African Freedom Day ed al progetto Cicetekelo il risveglio risulta molto più tranquillo del normale. Alcuni ragazzi sono tornati a casa per rimanere un giorno insieme ai parenti, per i lavoratori è giorno di ferie e anche per noi la sveglia suona un poco più tardi. In città molti negozi rimangono chiusi e sono in programma alcune piccole manifestazioni e cerimonie per ricordare degnamente questa ricorrenza annuale.
Visto il quadro della situazione decidiamo di passare la nostra mattinata all’orfanotrofio St. Anthony, poco distante dal mercato di Masala, per offrire parte del nostro tempo libero agli oltre 130 bambini ospitati nella struttura.
Una volta varcato l’enorme cancello d’ingresso in metallo chiediamo se sia possibile fermarsi per qualche ora e, concessaci l’autorizzazione, ci incamminiamo nel cortile. All’altro capo i bambini stanno mangiando, seduti a terra sotto i portici ombreggiati, e cominciano ad accorgersi di me, Davide, Silvia, Francesca e Stefania passandosi parola. Lentamente alcuni di loro si alzano, incuriositi, e ci vengono incontro, senza dire nulla, senza correre, senza lasciare nemmeno per un secondo ognuno il proprio piatto di riso. Giunti ad un passo da noi si attaccano alle nostre gambe, fanno il gesto come per essere presi in braccio, subito accontentati. Salutiamo e ci presentiamo alle educatrici, nel frattempo tutti i bambini, dopo i primi istanti di smarrimento e curiosità, cominciano a sciogliersi chiedendoci i nomi ed offrendoci anche parte del loro cibo. Il tutto senza mai alzare la voce, senza mai urlare, senza correre, senza la frenesia tipica dei bambini alla loro età. La piccolina che tengo in braccio mi fissa in silenzio, con lo sguardo che sembra perso nel vuoto, mi accarezza i capelli quasi meccanicamente, accenna ad un sorriso solamente dopo qualche boccaccia e un po’ di solletico. Poi una seconda, un terzo, una quarta e via di seguito. I più piccoli sono nati solamente da poche settimane, i più grandi non superano i dieci anni; tutti sono orfani ma tutti hanno un parente che li “rivendica”, pronto a prenderli sotto la propria custodia una volta raggiunta l’età utile per incominciare a lavorare. Per questo non è possibile l’affidamento o l’adozione. Alcuni hanno disturbi fisici o mentali evidenti, altri rimangono seduti a terra, immobili, con lo sguardo ed i pensieri rivolti chissà dove, ogni tanto si sente qualche pianto provenire dalle stanze dei più piccoli.
Rimaniamo con loro l’intera mattinata.
Una volta che l’enorme cancello di metallo si richiude alle nostre spalle mi chiedo quale sia stato il motivo per cui sono venuto in questo orfanotrofio, se sia stato utile, cosa posso aver lasciato di positivo.
Dove sta la libertà per questi bambini, la libertà che oggi si dovrebbe festeggiare, tutti dovrebbero festeggiare? In cosa consiste la loro libertà?
A mio parere la libertà di una persona cammina di pari passo con i suoi diritti: perché questi bambini non hanno il diritto di vivere una vita cresciuti da dei genitori o comunque da qualcuno che li possa far sentire importanti? Perché non hanno il diritto all’istruzione? Perché non hanno il diritto al gioco?
Dove sta la loro libertà di scelta, il loro diritto ad una possibilità nella vita?
Non sono partito per lo Zambia per egoismo, per autocompiacimento, per far felice me stesso. Sono qui per rendere questo mio tempo utile per gli altri.
Spero quindi che in futuro sia possibile organizzare qualche cosa di strutturato in questo orfanotrofio, delle visite regolari magari con qualche animazione o attività preparata per i suoi bambini, in base ovviamente alle età.
Altrimenti non lo so, forse non sarà molto indicato ritornarci..non voglio più ritrovarmi qui, nel mio letto, con i loro volti davanti agli occhi, il loro peso sulle gambe e la sensazione di non aver fatto nulla di concreto e di utile per loro.
2 commenti:
Capisco il tuo desiderio di fare di più per quei bambini ma ti garantisco che anche quel poco tempo trascorso con loro, è sicuramente importante. Anche se purtroppo non potrai cambiare il loro destino, dare loro una chance, la vs visita è stata certamente un momento di gioia e quindi penso che, se avrete il tempo, valga la pena di ritornare da loro, magari come pensavi tu, organizzando dei giochi. Stai sereno, stai impiegando il tuo tempo nel modo più bello ed utile x gli altri e..x te stesso.
dammi un po' di tempo e vengo io a fare animazione, giochi e attività a quei bimbi... Aspettami... xD
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